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venerdì 6 maggio 2022

Un mondo di immagini

Viviamo in un mondo di immagini.

Viviamo in un mondo in cui la comunicazione è diventata un flash, o una serie di flash.

Video e foto inondano completamente il nostro vivere. Siamo immersi ormai in una cultura di VISIONE, di osservazione.

Ed infatti non riusciamo più a comprendere niente perché viaggiamo come motoscafi sulla superficie delle acque e vediamo il blu senza mai scorgere cosa, sotto il livello dell'acqua, si trova e sostiene il tutto.

E io, qui, in questo blog semi-abbandonato, decisamente retrò, decisamente ancorato al passato, quando internet era dei blogger e non degli influencer/youtuber/tiktoker mi chiedo "Cosa mai ci azzecco con tutto ciò?".

E' logico. Quest'anno vado a timbrare le 50 primavere e quindi è ovvio che transito dalla fase della vita in cui sono alla moda alla fase della vita in cui comincio a essere fuori-posto, anacronistico.

Ma sai una cosa? Questa è proprio una cazzata!
E sai perchè? Perchè è semplicemente un luogo comune.

Certo.... se segui il mio pensiero e leggi i miei post da tempo, sai benissimo quale sia la mia opinione a riguardo. La mia opinione sul convergere dei luoghi comuni è che, comunque, non si può ignorare l'aggregazione degli accordi fra le idee delle persone. Anche quando di bassa lega e totalmente scollegate da un ragionamento dotato di una certa logica e coerenza interna.

Inoltre.... I pensieri e le idee delle persone, quando PENSATI e espressi con sincerità, salgono di livello e diventano originazioni della persona. E in quanto tali vanno assolutamente e genuinamente rispettati.

Una originazione altro non è che un pensiero di qualcuno su di se, sugli altri e sulle cose. E' qualcosa che testimonia come lui sta o si sente. Una originazione NON E' un pensiero di un altro che io ritrasmetto. E' qualcosa che riguarda me o il mio universo mentale ed emotivo.
E in quanto tale, assurge a entità che merita rispetto a prescindere.
Anche quando è una colossale cazzata.

Domanda: "Ma se una originazione è una colossale cazzata, merita sempre rispetto? E quindi non possiamo mai contestare una originazione che sia una cazzata e le persone sono libere di dire tutte le cazzate che vogliono?"

Risposta: tutte le originazioni delle persone meritano rispetto! Tutte. Ma la parola rispetto significa solo che non odiano qualcuno perchè dice o pensa qualcosa. Non intendiamo togliergli la patente di essere umano o la libertà di parola.
Se però pensiamo che sia una cazzata, abbiamo il pieno diritto di dirlo. Se pensiamo che dirlo sia utile.

Le colossali cazzate possono essere contestate ma sempre con il rispetto del fatto che qualcuno possa dirle. Se poi le originazioni sono dannose, chi le fa si prenderà la responsabilità delle conseguenze delle sue originazioni.

Perchè si agisce così? Perchè il rispetto della libertà di parola è la più grande conquista dell'essere umano ed è un patrimonio talmente grande che va difeso a prescindere.
Anche da chi abusa di tale diritto. 
Perchè non è inconsueto che qualcuno, usando la libertà di parola, intenda mettere a tacere chi sta usando (ma anche abusando) la libertà di parola.

In questi ultimi 2 anni, la cosa si è vista in modo abbondante riguardo le tematiche si-covid / no-covid, si-vax / no-vax e si-greenpass / no-greenpass. In cui spesso espondenti delle diverse visioni delle cose in opposizione avrebbero mandato al macello chi non la pensava come loro.

Ho sentito, personalmente, molte posizioni di mancanza di rispetto per le altrui posizioni. Sia da chi era schierato con un lato e chi era schierato con l'altro. E questa penso sia stata la sconfitta più grande. 

In ogni caso non sono vecchio nè anacronistico. Non a priori. Lo posso essere perchè non mi piace che il mondo della parola e dell'idea venga abbandonato.

Non mi piace questo modo di vivere le cose basato su immagini, video e superficialità.

il mondo dei blog è quasi chiuso. E' come il teatro con l'avvento dei cinema, come il monopoli con l'avvento delle Playstation, come la poesia con l'avvento dei social network.
La realtà è che nessuna di queste cose morirà.
Come non morirà il libro di carta o il fumetto con l'avvento delle nuove forme digitali di espressione.

Andrà in difficoltà. Certo. Diventerà un prodotto di nicchia. Certo.
E se così sarà, ne terremo conto.

PER ASPERA AD ASTRA!

mercoledì 3 marzo 2021

Scrivere post noiosi, cosa ci posso fare?

Ieri sera, mentre mi sedevo a tavola per mangiare qualcosa per cena, pensavo una cosa.

Siamo nel mondo della comunicazione globale.

Abbiamo un universo rinchiuso in quel piccolo giocattolo chiamato "smartphone" che possiamo portarci in tasca.
E che, quando lo apriamo, ci può collegare al mondo:

NOTIZIE, VIDEO, RISATE, INFORMAZIONI, SERVIZI, LAVORO, FILM, AMICI, MESSAGGI e chi più ne metta.
Eppure. E' tutto superficiale, tutto veloce, tutto "USAMI E BUTTAMI". Ad un livello ormai quasi pericoloso.
Anche ora.... che scrivo questo piccolo post.... magari sono arrivato al limite dell'attenzione di chi mi legge.
Perchè non c'è tempo per riflettere, pensare e capire. Afferrare il senso delle caso.
Dare un senso alle cose.

Dopo le prime righe c'è sempre da "guardare" un altro post sul social preferito o un altro video. Oppure un'altra foto. E dopo un'altra ancora.
E poi andare su una pagina internet. E poi guardare la chat se qualcuno ci ha scritto qualcosa e quando nessuno ci ha scritto niente, mandare fuori dei messaggi per chiedere come mai nessuno ci ha scritto niente. E così all'infinito.
Così tutta questa conoscenza, tutto questo sapere, tutta questa potenzialità è "BRUCIATA". Inutile e abbandonata.
Sono noioso, lo so. In questa epoca di selfie, di meme, di immagini veloci dire qualcosa che SCAVI nelle cose è troppo.
Sono uno dei (quasi) 50-enni più tecnologici che io conosca. Sono assolutamente aggiornato su tutto ciò che è tecnologia informatica. Uso tutti gli strumenti. Ho un profilo in quasi ogni social ci sia eppure....
Eppure mi sento tanto un Uomo di un mondo diverso, che sta scomparendo.
Un mondo fatto di profondità e valori. E non di selfie e di superficialità.
Continuerò a comunicare, anzi ancora di più. A cercare significato nelle cose. A dire la mia. E a essere snobbato dai più perchè "troppo noioso", perchè i miei commenti sono "troppo lunghi" o le mie riflessioni troppo articolate.
Ma che ci volete fare....
😃
non si può incolpare un pesce del fatto che nuota o un uccello del fatto che vola.
Un abbraccio a tutti.

E oggi come sempre PER ASPERA AD ASTRA.

sabato 8 agosto 2020

Covid19, lockdown e ripartenza: posso tornare a dire la mia?

 

Sono un bugiardo.
Bugiardissimo...
Avevo detto a marzo che avrei fatto un solo post sul COVID.
E in effetti non potete dirmi che non ci abbia provato a non dire altre cose sull'argomento. Se si scorre i miei profili social, sono stato abbastanza bravo.
Ho letto stupidaggini su stupidaggini.
Ho letto e sentito scempiaggini anche quando i dati che venivano forniti erano corretti. Ma ci pensate? Dire stupidaggini anche dicendo la verità....

Come è possibile?
E' possibile, certo! Perchè i dati, da soli, non sempre dicono qualcosa. Spesso (non voglio dire quasi sempre) i dati hanno bisogno di essere collegati, valutati e soppesati.
Da solo un dato (soprattutto se numerico) può dire molte cose. Addirittura cose talmente diverse da essere quasi in contraddizione.

Il COVID19, dove eravamo rimasti? Visto che siete qui, vi chiedo di tornare indietro e rileggere l'articolo che scrissi sull'argomento il 3 marzo.
Lo rileggo a mesi di distanza e sorrido. Perchè sorrido? Ditemelo voi dopo averlo riletto voi stessi.

Cosa rimane dopo il lockdown? Cosa rimane dopo la fase 2? Cosa rimane dopo la riapertura e ripartenza?

Rimane che ci sono troppi dati contradditori, e troppe incongruenze.
Io non sono un complottista. Anzi, se proprio devo essere sincero, detesto il complottista tipo. E detesto il complottismo. Come attitudine e come metodo di ragionamento.
Spesso prendono un buon spunto e questo, in una smania di "stupire con effetti ultravivaci" viene portato a livelli di fanatismo e assurdità.
Quindi.. rimangono sempre dati contradditori e incongruenti.

Quali? I dati della mortalità e dei contagi sono troppo disomogenei. Però da nessuna parte ho visto una spiegazione semplice e razionale di questo.
Solo spiegazioni fatte con i cerotti per distogliere l'attenzione e ritornare all'argomento principale.
Perchè in Germania ci sono tassi di mortalità così bassi rispetto ai contagiati? Ad esempio rispetto a Italia e Spagna?

Ah già.... Perchè i tedeschi sono bravi, previdenti e organizzati e hanno gestito l'emergenza sanitaria così come doveva essere fatta.
Bene. E come doveva essere fatta? Non ho mai visto un articolo o servizio esaustivo su questi protocolli tedeschi così ottimi per contenere il numero delle vittime.
Perchè a tutt'oggi con un numero simile di contagi giornalieri, in Germania muoiono 3 persone e in Italia 13 (oggi). Non è possibile trasferire questi protocolli dalla Germania all'Italia?
No?
Certo, no. Loro sono ricchi e hanno l'euro. Ma allora perchè anche in India e in Pakistan ci sono tassi di mortalità simili alla Germania? Anche loro sono ricchi, organizzati, con sistemi sanitari perfetti e hanno l'euro?

Ma non so.

Così come non capisco queste divergenze troppo evidenti fra esponenti del mondo scientifico sull'argomento.
E non capisco perchè nessuno parli di concetti basici sull'argomento come la carica virale. Cose che ho studiato anni fa e che sicuramente non ho capito. Ecco perchè vorrei che qualcuno mi chiarisse una volta per tutte (non l'ho ancora capito) se gli asintomatici ovvero quelli che hanno preso il virus ma non hanno sintomi SONO O MENO CONTAGIOSI.

Ho letto articoli scientifici (provenienti da fonti diverse) che dicono cose in contraddizione (vedi il sito del corriere della sera https://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/20_giugno_10/coronavirus-che-cosa-dice-scienza-ruolo-asintomatici-2b8c7a84-aaf3-11ea-ab2d-35b3b77b559f.shtml).
Non so chi ha ragione. Ma che su una cosa così verificabile ci siano posizioni così contrastanti mi da da pensare.
Ah beh, certo.... certo...
Chi dice che gli asintomatici non sono contagiosi è un complottista fuori dal coro e quindi non va ascoltato perchè ciarlatano. 
Può essere....

Ma il dubbio che persone con una carica virale bassa in quanto asintomatici siano, di fatto, poco contagiosi mi rimane per logica.

Cosa penso quindi alla luce di tutti questi mesi?
Semplice:
1. Il sistema sanitario nazionale è stato smantellato negli anni per interessi di parti e per motivi puramente criminali di appropriazione indebita. I colpevoli di ciò dovrebbe essere rispondere di ciò che hanno fatto.
2. Il governo italiano non ha valutato nel modo migliore i dati in suo possesso e ha preso decisioni scorrette guidati dalla paura. Piccoli statisti, questa la verità. Pensavo che il lockdown per tutta l'Italia fosse sbagliato a marzo, figuriamoci adesso che salta fuori che neppure gli esperti lo avessero consigliato.
3. I mass-media sono i veri assassini della scena. Come loro solito, invece che informare, hanno diretto le idee e le emozioni delle persone verso i loro interessi, meschini e di bassa bottega: ascolti, interessi di chi controlla l'informazione e così via.
4. Molte persone coinvolte in prima persona nella gestione del problema COVID hanno vissuto di una sorta di esaltazione da importanza di se. Membri delle forze dell'ordine, politici, medici, opinionisti, amministratori. Sono talmente tante le cose illogiche e contradditorie che sono state fatte (e vengono ancora fatte) che viene da sorridere. Elicotteri per catturare i runner in spiaggia e condomini che chiamano i carabinieri perchè i bambini giocano nel cortile sono solo esempi estremi.
5. Il Covid19 ha messo a nudo la fragilità dell'uomo medio di questa società. Ignorante (nel senso che ignora troppe cose) e credulone, l'individuo medio ha mostrato la sua piccolezza di fronte ad una sfida della natura. Si tirano fuori gli attributi in queste situazioni, non ci si può permettere di farsi spaventare. Ho visto gente non voler uscire di casa neanche quando poteva per paura di un virus quando le probabilità matematiche di morire sono un millesimo di quelle che si hanno quando ci si mette in macchina ogni giorno.
6. l'OMS è una struttura poco trasparente e probabilmente sede di interessi criminali. Non posso qui esporre perchè lo penso (troppo lungo) ma questo è quanto.
7. Un sacco di politici, ministri e via dicendo volevano solo pararsi il culo in modo che nessuno potesse accusarli di qualcosa.
8. Tutta la faccenda COVID19 poteva essere gestita con uguale fermezza ma con più leggerezza. Non eravano in pericolo estinzione umanità.
9. Troppe cose non tornano. Non so perchè sia così ma troppe cose non tornano per accettare spiegazioni semplicistiche di ciò che è successo.

Grazie mille per l'attenzione.
PER ASPERA AD ASTRA!

martedì 3 marzo 2020

Il mio unico e ultimo intervento sul coronavirus COVID-19

In un post su Facebook, ho detto che mi sarei tirato fuori da tutto questo bailamme di notizie, allarmismi, pseudo-informazione che circola da un paio di mesi sui mass-media.
Argomento? Ovvio, il coronavirus COVID-19.

Non la prendo larga e vado al punto.
Io non mi schiero con i millenaristi che pensano sia la fine del mondo o con gli ipocondriaci terrorizzati da qualunque cosa minacci la loro "salute".
Ma neppure con i complottisti o con i menefreghisti per cui una guerra atomica è uguale ad uno sciopero dei treni che è uguale alla loro squadra di calcio che retrocede in serie C.

Non mi piacciono questi 2 estremi.
Non mi piacciono coloro che parlano senza essere INFORMATI. Ovvero senza avere una conoscenza dei fatti tale da poter esprimere dei ragionamenti pratici e logici. Su cui si può dissentire, perchè ogni uomo è un universo e ha sensibilità diverse per cose diverse. Ma questo è un altro fatto.

Il problema, con questo COVID-19, non è il virus in se. Non è la sua pericolosità, non è la sua diffusione, non è i sintomi che crea e niente che abbia a che fare con i suoi aspetti medico-scientifici.
Il problema non è il COVID-19. E' una delle tante situazioni che è OVVIO che una specie (quella umana) possa di tanto incontrare nel suo cammino verso la sopravvivenza.
L'uomo si è scontrato (e si scontrerà) più e più volte con epidemie e avvenimenti similari nei secoli (ricordiamo nel XX secolo l'influenza "spagnola" con 100 milioni di morti in un pianeta che aveva un sesto degli abitanti di oggi oppure la "peste nera" di medioevale memoria).

Il problema, in questa faccenda del COVID-19, sono i mass-media.
Mercanti di caos li chiama qualcuno. Qualcuno con cui concordo totalmente.
Non ce l'ho con tutti i giornalisti o operatori dell'informazione. Non è questo il nocciolo. Penso che molti di coloro che hanno scelto di lavorare nei mass-media e nel mondo del giornalismo e dell'informazioni siano delle brave persone senza alcuno scopo distruttivo o malvagio.
Ce l'ho con il sistema informativo del XXI secolo su questo pianeta.
Non è un sistema informativo. E' un sistema dis-informativo. E' una distruzione culturale.

Da un punto di vista medico-scientifico, il COVID-19 non è un virus particolarmente letale. Non lo è. Ormai è evidente. Ha tassi di mortalità molto bassi, praticamente a livello di una influenza aggressiva.
E' sicuramente dotato di meccanismi biologici particolari per cui ha una capacità di contaminazione molto alta. Si diffonde con facilità. Ma anche perchè è nuovo. Quindi attacca una specie, l'uomo, praticamente vergine che non ha ancora elaborato contro-risposte immunitarie. Quindi ha vita facile a spostarsi in fretta e crescere esponenzialmente.
Questo, in modo precauzionale, ha preoccupato fin da subito i medici. Non sapendo bene quali fossero in pratica i suoi effetti, il suo decorrere come malattia e la sua effettiva contagiosità mi pare ovvio che si sia assunto una posizione precauzionale. Anche perchè si è visto che in alcuni casi (circa il 15% dei colpiti), il virus comportava una necessità di cure particolarmente impegnative (terapia intensiva) che, se la diffusione non fosse stata tenuta sotto controllo, avrebbe portato al collasso le strutture mediche.
Non è un problema di pericolosità. E' un problema di quanto velocemente si sarebbe diffuso e quindi fatto presentare alle porte degli ospedali un gran numero di persone in contemporanea che necessitavano di cure che solo in ospedale potevano essere date.
Tutto qui. Un fatto organizzativo.


Un pò come se un albergo sapesse di un evento straordinario che potesse portare un gran numero di persone in quella città e cercasse di organizzarsi per impedire di trovarsi senza alloggi. Un fatto organizzativo.

Ma è qui che è intervenuto l'apporto (sciagurato) dei mass-media.
In Cina, dove i numeri sono da capogiro per qualsiasi cosa (città da milioni di abitanti, 1 quarto di tutta la popolazione mondiale concentrata in un solo stato), è ovvio che ci sia stata un pò di apprensione quando una intera città è stata crocifissa sotto i colpi di un nuovo virus di cui si sapeva poco.
Pare ovvio che ci sia stata un pò di apprensione.
Ma questa apprensione, se fosse stata lasciata nelle stanze di chi gestiva il problema, sarebbe stata gestita.



Cosa fanno i mass-media? Volendo informare, cercano e rastrellano ogni tipo di dato, emotivo, numerico, sensazionalistico che possa creare un impatto in che fruisce dell'informazione. Perchè? Perchè i mass-media (giornali o tv che siano) sono strutture guidate dallo "share" ovvero dal pubblico.
Più qualcuno ti segue e più va bene.
Più persone ti ascoltano e più va bene.
Lo scopo non è dare informazioni. Lo scopo è essere ascoltati e catturare l'attenzione. Ovviamente con qualsiasi mezzo. Il che, facilmente, ci porta ad usare metodi di bassa lega come "sensazionalismo", "panico", "emozioni di pancia" e "terrorismo mediatico".
Questo è facile da fare.
Basta avere l'intenzione di "colpire" l'attenzione del lettore o spettatore e montare insieme dati che (anche quando sono veri) sono interpretati sotto una luce forzata.

Prendiamo ad esempio i morti di coronavirus. Nessuno spiega bene che queste persone non sono morte PER il coronavirus ma CON il coronavirus. Che fa una grandissima differenza.
Cioè non è scientificamente certo e anzi è probabilmente da negare che sia stato il virus LA causa della morte.
E' quasi sicuro che, in un quadro medico compromesso (le persone morte di coronavirus sono persone molto avanti con l'età con problemi sanitari gravi pregressi) l'intervento di un virus che crea difficoltà respiratorie gravi comporti un ulteriore stress fisico ad un organismo indebolito. Il che porta a una situazione in cui il malato rischia la vita ed in effetti muore.
Ma questo è il meccanismo che accade ogni anno quando le normale ondate epidemiche di influenza, colpiscono un paese. Centinaia di persone solo in Italia muoiono per le complicazioni influenzali. Eppure nessuno vive terrorizzato di essere colpito da un virus influenzale. Anche se, detto tra noi, quando ci ammaliamo di influenza è una gran rottura di coglioni.
E causa in qualcuno anche di più di un fastidioso periodo di riposo forzato: per qualcuno può essere anche un peggioramento della sua salute fino alla morte.

Il punto qui è: QUALE E' ESATTAMENTE L'UTILITA' di massacrare con continue "breaking news" ovvero continui lanci di agenzia, dati, commenti, immagini, servizi collegamenti sul tema coronavirus?
Informare? Ma smettiamola.
Le tv e i giornali vogliono essere visti e comprati. Vivono di quello.
Quindi più strepitano, più fanno ambiente pericoloso, più sollevano la questione e più si crea quel morboso senso di attenzione per cui "NE VUOI SAPERE DI PIU!" e "NON VOGLIO STARE ALL'OSCURO DI QUESTA COSA PERICOLOSA, FAMMI SAPERE!".

Nei giorni scorsi mi sono dilettato ad approfondire da un punto di vista medico e biologico ciò che prestigiosi siti e riviste mediche e di settore avevano da dire sul coronavirus.
E ho capito perchè una parte (comunque non tutti) della medicina e degli esperti si è mostrata preoccupata per il coronavirus. 
E' stata una valutazione di merito. Riassumibile in
NON SAPENDO BENE COME FUNZIONAVA, STIAMO ATTENTI.


Ma è un discorso valido per scienziati, medici e, al limite, politici che devono prendere decisione di ordine pubblico.
Non è un discorso valido per la gente comune.
Che (questo il mio pensiero) se semplicemente fosse stata tenuta all'oscuro di tutto ciò non ne avrebbe patito alcun tipo di conseguenze e tutti noi avremmo avuto molti meno danni di quelli che sono stati causati.
Perchè la vera vittima del coronavirus è l'economia.
E fra qualche mesi piangeremo i danni che l'isteria collettiva ha causato.
Grazie per l'attenzione.
PER ASPERA AD ASTRA! 

lunedì 17 ottobre 2011

Gli scontri di Roma

Venerdì sera, parlando con un amico, gli ho detto:
"Vedrai che domani a Roma succede un macello. Ci sono troppi fattori e indizi che me lo fanno pensare!".
Stamattina, questo amico mi chiede quali fossero i fattori e gli indizi che mi hanno fatto capire che una manifestazione pacifica di dissenso di molti tipi di classi sociali (ragazzi senza lavoro, precari, anziani e via dicendo) sarebbe sfociata nella (ormai) solita guerrilla cittadina fra persone incappucciate e decise a distruggere quanto trovano per strada e forze di polizia.
La mia idea è che il livello di consapevolezza medio della attuale società (italiana ma anche occidentale) stia lentamente crescendo. Consapevolezza che passa dall'individuo e arriva alle complesse o meno complesse tecniche di controllo e sottomissione di lobby e ricchi individui nei confronti dei popoli e delle masse.
Anni fa, ebbi modo di partecipare ad una conferenza il cui tema attualmente esula da questo contesto. Ma il relatore, mentre cercava di spiegare una certa cosa, rimarcò che l'attuale società oscilla su un livello di tono emotivo che si approssima alla paura o alla diffidenza (in realtà emozioni vicine ed affini).
La sua tesi, che io sposai e sposo tutt'ora, era che il popolo poteva andare verso il basso oppure poteva avere un risveglio di coscienza. Paradossalmente un peggioramento della consapevolezza avrebbe avuto cause peggiori ma meno traumatiche. In pratica la società sarebbe sprofondata lentamente verso l'afflizione, la depressione e l'apatia fino ad essere controllata senza colpo ferire.
Un cammino verso l'alto, verso la libertà individuale e sociale, avrebbe invece contemplato il passaggio verso stadi intermedi in cui la rabbia l'avrebbe fatta da padrona.
Il concetto era veramente semplice. Questo relatore ci diceva:
"Immaginate che ogni singolo individuo e interi gruppi sociali pian piano si accorgano di ciò che veramente sta succedendo su questo pianeta e di come controllino e pianifichino le nostre vite. Attraverso i mass-media, la pubblicità, il cinema, i soldi e l'economia.
Cosa succederà quando l'uomo della strada si accorgerà di essere stato ingannato per tutto questo tempo? La prima cosa che farà sarà quella di spaccare tutto!!"
 
Il concetto è che, ovviamente, ciò che alcuni individui hanno fatto non è giustificabile in alcun modo.
E' solo che non è possibile creare degli antefatti e meravigliarsi delle conseguenze.
A chi di noi è più volte balenato in testa di voler prendere qualcosa e spaccarla per rabbia?
Io personalmente sto di fronte a fatti e situazioni che mettono alla prova la mia capacità di contenermi.
Ingiustizie sociali, diseguaglianze, immoralità e disonestà portano il buono ad arrabbiarsi.
E la rabbia si diffonde contagiosa.
E quando l'ira prende piede è difficile contenerla in spazi razionali. Ed è difficile che non venga indirizzata su cose e persone che non c'entrano niente.
Nessuno in questo blog osanna la violenza e il teppismo. Tra l'altro personalmente sono sempre stato molto in disaccordo con qualsiasi movimento anarchico rivoluzionarista. Di ogni tipo di colore politico.
Sono per l'evoluzione e non per la rivoluzione.
Perchè le rivoluzioni portano sempre a nuovi dittatori o nuove dittature, aperte o mascherate che siano.
Una rivoluzione è solo un fatto emotivo. E' ribellarsi a qualcosa di ingiusto, non correggere ciò che è ingiusto. Così si finisce per cadere dalla padella alla brace.
Sarebbe come chi, siccome l'arbitro commette tanti errori durante la partita, pensasse che sia meglio giocare senza l'arbitro. Sai che bella partita verrebbe fuori. Che putiferio! Ricordo alcuni partite da bambini in cui non c'era neanche uno straccio di arbitro...... impossibile giocare.
Chissà che non il politico (che per partito preso e per manifesta irresponsabilità mai penserà di vedere in che modo può migliorare la situazione!) ma il comune cittadino non cominci a riflettere su quanto sta accadendo.
Il corteo di Roma è un messaggio. Non dei disgraziati criminali che distruggono auto, negozi e attentano alla vita di altri normali cittadini come loro (amche se hanno la divisa).
Il fatto in se è un messaggio. Su cui non si può far finta di niente. Un messaggio che non può essere relegato ad un "troviamo i colpevoli e tutto andrà bene!".
Il popolo comincia a mostrare segni di impazienza e di rabbia. Lo fa tramite le sue parti meno controllate e più criminali. In una società sana tali persone non avrebbero avuto neppure l'occasione di partecipare ad una tale manifestazione perchè non ce ne sarebbe stato bisogno.
Non fatevi quindi fregare dai mass media. Tutti adesso parlano dei violenti e degli scontri.
Ma non si parla tanto dei motivi della protesta e delle migliaia di pacifiche persone che hanno manifestato cercando di mandare un messaggio.
Penserò male nel credere che i violenti fossero e siano sul libro paga proprio di coloro contro cui la manifestazione è stata organizzata? Fantapolitica? Chissà, solo il futuro potrà dircelo.
Per aspera ad astra!

sabato 15 ottobre 2011

Esoterismo e Mistero

Che l'esoterismo richiami un sacco di interesse da parte di moltissime persone, non è qualcosa che si scopra oggi.
Di certo, a me personalmente, che sono appassionato di mistero ed esoterismo da più di 30 anni la cosa fa sorridere.
Negli scorsi giorni ho avuto modo di fare alcune riflessioni guardando casualmente una trasmissione su Italia1 dal nome (appunto) di "Mistero".
 
La trasmissione ha un taglio assolutamente nazional-popolare e non voglio essere denigratorio con questo termine. Ma è la realtà!
Vedere alcuni concetti così particolari e alcune riflessioni fatte in una trasmissione vista da milioni di persone mi fa un pò sorridere.
Perchè parlare di mistero in una tv pubblica è quasi un contro senso.
La realtà è che la storia dell'uomo è intessuta a filo doppio con qualunque cosa verta l'esoterismo.
Che non è semplicemente magia e fantasmi.
 
Anche a livello accademico il termine esoterismo è alquanto complesso e di difficile spiegazione. Non che sia impossibile ma abbravvia talmente tante cose che racchiuderlo in una definizione semplice è spesso riduttivo. 
Ma se proprio dovessimo fare uno sforzo diremmo che esoterico è tutto ciò che riguarda un potere e una conoscenza circoscritta e non di ampia diffusione. 
Per certi versi anche alcune conoscenze scientifiche moderne assurgono al rango di esoterismo. 
Anche se certe discipline, più di altre, vengono a maggior ragione incluse nelle discipline esoteriche.
Esoterismo e mistero sono legati fra loro. L'esoterismo comporta aspetti molto misteriori. E il mistero richiama sempre una qualche forma di conoscenza che sembra debba per forza essere appannaggio di una ristretta cerchia di persone.
Elite e esoterismo sono ugualmente concetti inseparabili.
Rimane il fatto che, sebbene ci troviamo a camminare in un nuovo millennio, l'attenzione dell'uomo medio continua a stazionare intorno alle cose che non capisce intorno a se. E che lui intuisce essere più profonde, più misteriore e più dense di significato di quanto taluni vogliano fargli credere.
Così ecco la grande passione per i fantasmi, per i contatti con i morti, per i fenomi paranormali, per gli avvistamenti di extraterrestri, per i fenomeni magici e di divinazione, per le associazioni segrete e le cospirazioni.
Diciamo che guardando un programma come "Mistero" vi troviamo dentro tutte queste cose.
La mia semplice riflessione è che se qualcosa c'è non si può far finta che non ci sia e che se c'è, ha una sua propria dinamica.
Se non è possibile con la moderna tecnologia scopire nelle persone questo inguaribile interesse per fenomeni che facilmente vengono bollati come superstizioni e credulità popolare, io direi che non si può liquidare tutto il fenomeno con questa banale sentenza.
Che sa più di pigrizia mentale che di logicità scientifica.
E se poi vediamo a quali illogicità reali porta la presunta logicità scientifica, i dubbi e le perplessità aumentano e non di poco.
Per aspera ad astra!

giovedì 7 luglio 2011

Libertà di pensiero e la rete

In questi giorni si fa un gran parlare del provvedimento del garante delle comunicazioni sulle nuove, imminenti limitazioni che dovrebbero essere imposte riguardo alle possibilità di espressione nel web tramite siti, blog e quant'altro.
In realtà, per essere più precisi, occorrerebbe dire che i provvedimenti sono in favore al cosidetto diritto di autore.
 
Esiste un diritto di autore. Tale diritto è sia ideologico (il diritto a venire riconosciuta la paternità di una certa opera) che economico (il diritto a guadagnare dall'uso e la commercializzazione di una certa opera).
Personalmente credo sia impossibile pensare che il diritto di autore venga bandito dalla nostra società.
E' immorale sia da un punto di vista filosofico che umano.
Così come pare autoevidente il fatto che chi crea qualcosa debba avere il diritto di avere dei profitti da questa creazione.
 
Ma il mondo, lo sappiamo, è complesso e le cose si mischiano al punto di diventare indistinguibili l'una dall'altra.
La realtà è che esistono 2 grandi guerre sul web: la prima è quella contro l'uso non autorizzato di materiali, fotografie, video, musica, libri e software senza l'autorizzazione dei diretti proprietari o licenziatari delle creazioni. La seconda è la guerra dell'informazione controllata contro l'informazione libera.
L'informazione libera è l'aria che tiene in vita una società. E' il pneuma che entra ed esce dai polmoni della società e la nutra. Senza informazione libera, la società umana morirebbe così come farebbe un corpo lasciato in uno spazio senza ricambio d'aria. Semplicemente morirebbe per asfissia.
 
Queste 2 guerre hanno gradi diversi di liceità. Ovvero è lecito riordinare il settore del diritto d'autore, attraverso opportuni provvedimenti ma non è lecito combattere l'informazione libera.
Ovviamente, nel secondo caso, occorrerebbe definire esattamente cosa intendiamo per informazione libera. Informazione libera è la possibilità di esprimere la propria opinione, di portare alla luce fatti, di gettare nuove chiavi interpretative su fatti esistenti. Informazione libera non è scrivere deliberatamente menzogne, gettare fango e calunnie sugli avversari o utilizzare materiali personali protetti da privacy o da diritto d'autore.
Come si può ben vedere sono cose profondamente diverse.
Attualmente la quasi totalità di Tv e giornali è nelle mani di alcune lobby il cui interesse per informare le persone è inesistente e l'interesse per creare della disinformazione è massimo. Ma non è neppure una semplice questione di dis-informare. E' una questione di creare un bombardamento continuo di scenari sociali generali e di comportamento individuale che siano congrui con le politiche di marketing delle lobby.
La TV e i giornali sono solo le sentinelle che difendono il fortino. Lo fanno disinformando e distrando le masse. Sono strumenti di distrazione di massa (parafrasando i miti strumenti di distruzione di massa di Saddam Hussein, mai trovati da Bush e soci). E il fortino sono gli interessi economici di chi le TV e i giornali li possiede. Ovvero vendita, vendita, vendita e sfruttamento delle risorse alla facce della maggior parte della popolazione.

La rete internet è stato un piede di porco che ha permesso di spezzare il circolo chiuso dell'informazione ufficiale. Adesso chiunque può mettere su un blog e dire la sua. Magari in malo modo ma può con relativa facilità portare alla conoscenza di molti informazioni che prima era impossibile veicolare.
La rete è uno strumento di libertà. O meglio può esserlo.
Un modo per rendere la rete uno strumento migliore è tutelare ancor di più il diritto di chiunque dire ciò che pensa. Ma questo ha un limite logico e filosofico.
Il diritto ad esprimersi non è UGUALE al diritto di distruggere o ledere l'altrui reputazione. Il diritto a comunicare non EQUIVALE al diritto di diffamare.
Se io dico qualcosa che è falso, perdo immedatamente il diritto a continuare a comunicare. A meno che non mi prenda completa responsabilità di quanto detto. Il che equivale, in termini più semplici, a pagare le conseguenze di quanto detto.

Quindi io non mischierei lotta alla libertà con la lotta al diritto di autore.
Qualcuno, questo è ovvio, vuole limitare in Italia la libertà d'azione dei blogger. I blogger sono persone che non è possibile controllare. E che pian piano si stanno creando la loro reputazione. Beppe Grillo sta creando con un blog un movimento culturale e politico come da decenni non se ne vedevano. Usa la sua presenza scenica e i suoi indubbi meriti oratori ma permette che una informazione alternativa viaggi liberamente. Poi si può concordare o meno su tutto quello che dice.

Sul diritto d'autore è da anni che la rete pretende che si trovi un metodo. La questione del TUTTO GRATIS è una scemenza.
In natura non esiste niente GRATIS. Perchè ogni cosa prodotta ha utilizzato materia, energia, tempo e abilità per venire alla luce. Quindi ogni cosa ha un costo.
Piuttosto bisognerebbe discutere se le cose hanno un costo corretto.
Da anni è possibile scaricare gratuitamente la musica attraverso internet. E' giusto? Appare ovvio che non lo sia. Non tanto come azione singola ma come situazione generale. Non possiamo criminalizzare il ragazzo o l'individuo perchè ha scaricato decine e decine di canzoni.
In fondo è la stessa cosa che facevamo da ragazzi quando soppiavamo le cassette magnetiche.
Ma c'è una differenza sostanziale. Che un tempo questo avveniva tramite i contatti umani. E le registrazioni non erano mai all'altezza degli originali in quanto copie analogiche.
Adesso si prendono le copie digitali, in tutto e per tutto uguali all'originali, e le si prende così. Senza dare niente in cambio. Si, magari offrendo le proprie canzoni come condivisione.

Ma se singolarmente la cosa è di poco conto, alla fine vi è un attacco a chi lavora e si impegna perchè quella musica venga prodotta e distribuita.
Forse, solleverei la questione su quanti soldi vengano distribuiti a moltissime persone della filiera della vendita. Discografici, rivenditori, etc. Apple, con il suo Itunes, ha dimostrato che un prezzo giusto, porta le persone a rifiutare il meccanismo di sharing illegale.
Adesso vi è lo streaming di film. Ma anche qui sarà una questione di tempo.

In ogni caso, continuaiamo a vigilare affinchè nessun blog venga paragonato ad una testata giornalistica e ci sia alcun tipo di limitazione alla pubblicazione di qualsiasi cosa.
Se poi qualcuno viola i diritti di qualcun altro o usa la menzogna per danneggiare, esistono già le leggi per tutelare i diritti delle parti lese.
Lavoriamo affinchè questi diritti vengano tutelati meglio e con più velocità.
Per aspera ad astra!

lunedì 30 maggio 2011

La morte dei bambini in auto e l'informazione sui mass-media.

In questi ultimi giorni riflettevo su questo blog.
Non voglio uscire fuori tema e perdonatemi la parentesi ma scrivo da queste parti da ormai 5 anni e mezzo, con altern fortune.
 
Negli ultimi tempi è rinato in maniera impetuosa l'amore per questo strumento di comunicazione e la voglia di condividere quello che mi passa per la testa e imparare nuovamente dai miei lettori.
Nessuno pensi che in questo tempo sono rimasto con le mani in mano. Sono veramente tante le cose che ho fatto.
 
Ma ultimamente ho dato vita ad altri blog e altri progetti di internet 2.0 (internet con la possibilità di interagire) e nella testa mi balena un progetto. Un qualcosa di top secret.
La mia idea è che questo blog, nato con l'intento di "parlare di tutto senza condizionamento esterno", focalizzi maggiormente la sua attenzione su tematiche relative alla cronaca, alla società, alla politica (intesa come fenomeno sociale) e robe simili. Cosa che peraltro ha sempre cercato di fare, almeno come idea.

Ma torniamo a noi e a questa faccenda della morte dei bambini in auto. C'è qualcosa che non torna. Coincidenze troppo coincidenti e causalità troppo casuali.
E' pur vero che, come diceva il matematico francese Poincarè, gli uomini chiamano caos o coincidenza tutto ciò che non riescono a spiegare.

E' un fenomeno che ho osservato molto spesso negli anni scorsi. Ovvero capita un qualcosa (quasi sempre una disgrazia o una tipologia di reato) che attira fortemente l'attenzione del pubblico.
Nel giro di poche ore, giorni o settimane il numero di ulteriori casi di questo "qualcosa" aumentano a dismisura in Italia e nel mondo. Ma più frequentemente in Italia.
Gli esempi? 
* Incidenti aerei.
* Incidenti ferroviari.
* Mamme che uccidono i propri neonati ficcandoli nella lavatrice.
* Aggressioni o stupri.
* Bambini schiacciati da televisori.
* Anziani che muoiono soffocati dalle esalazioni di ossido di carbonio.
* Persone intossicate da un particolare alimento.
E via discorrendo.

Quale può essere l'ipotesi di lavoro?
L'ipotesi è che ci siano delle notizie che attirano l'attenzione di gran parte dell'audience di quel particolare momento. Una volta in cui la notizia ha particolari aspetti pruriginosi o di interesse morboso, i giornalisti delle varie testate informative su giornali, web e tv comincia un alacre lavoro di ricerca per trovare altre notizie della stessa famiglia.
Perchè?
Perchè il ferro si batte finchè è caldo!
Lo si comprende solo osservando lo scopo, il vero scopo del giornalismo moderno ovvero quello di ottenere attenzione a qualsiasi costo da parte del lettore. Non importa se le informazioni che si danno siano buone o cattive. Si deve otterere attenzione: il famoso audience di cui spesso si parla.
E' meglio, giornalisticamente parlando, battere per alcuni giorni o settimane notizie dello stesso tenore, in una sorta di soap opera giornalistica, piuttosto che INFORMARE i lettori o i telespettatori.
In questi giorni leggiamo che un papà lascia, in un quadro assurdo e straziante, la propria bimba di neanche 2 anni nell'auto mentre lui si reca tranquillamente al lavoro. Dopo 5 ore sotto il sole cocente e senza bere, il corpicino va al collasso e, dopo giorni di sofferenze, muore.
 
Già di per se la notizia ha dell'assurdo. Come può un padre senza evidenti problemi mentali DIMENTICARE il proprio figlio in auto?
Essendo questa notizia l'incarnazione di un evento che praticamente nessuno ha il coraggio di accettare e che tutte le persone sane di mente aborriscono, ecco che essa attira attenzione.
Ma cosa gli è passato in mente? Come si può dimenticare il figlio in auto? Ma cosa succede a questi genitori moderni? E così via di questo passo.....
 
Con un'attenzione così alta, ad avercene di altri casi simili da dare in pasto alle persone sconvolte.
Così, si scatena una ricerca spasmodica nelle news locali di notizie simili.
E non pensate che in giro non ci siano tragedie. Ve ne sono una quantità incredibile.
Quando le notizie terribili giungono in Tv o nei giornali vi è stata una selezione incredibile.
Quindi le notizie che vengono date non sono le più rilevanti o le più importanti.
Non lo sono.
Ma di questo parleremo un'altra volta.
per aspera ad astra!

venerdì 20 maggio 2011

Gli esperti

Il mondo è nelle mani degli esperti.
Tu chi sei? Sei un esperto? No, allora conti per un .....
E' incredibile quale strano tiro mancino ci abbiano giocato.
 
Già in un vecchio lavoro universitario, pubblicai la mia teoria sulla nascita dei preti e dei detentori della conoscenza.
Prima li chiamavamo stregoni, poi preti, poi guru e adesso "esperti".
Il concetto è semplice. Se io dico una cosa X che ha una certa validità, il discorso si dovrebbe (in teoria) chiudere qui.
La cosa X è giusta e chiunque la analizza non può fare altro che constatarne la validità.
 
Ma se io dico solo cose che non sono autoevidenti, allora devo trovare altrove una sorgente che dia forza a ciò che dico.
Quello che dico diventa valido in virtù del potere che viene emanato da qualcosa che mi sta alle spalle.
Così i sacerdoti hanno potuto fare il bello e cattivo tempo perchè essi parlavano a nome di Dio. O di un qualsiasi dio.
Gli ordini erano più forti e coercitivi perchè dietro vi era una volontà divina.
Ma i tempi cambiano e ora la forza viene dalla scienza. Scio come sapere. Io so.
La scienza è sapere. Giusto.
 
Ma ci sono dei casi in cui, invece che aspettare che la logica scientifica certifichi cosa sia scienza  e cosa non lo sia, è preferibile stabilire dei dogmi.
Così facciamo una linea qui e stabiliamo cosa sia vero o meno. Cià che sta al di là è scientifico e vero. E ciò che sta al di quà non lo è. In base a quale fatto? Nessuno. Solo un accordo sociale.
Così nasce la casta degli esperti.
Ovvero di individui, che simili a stregoni, decidono e si proclamano intermediari fra l'ignoranza del popolo e i sacri reami del potere.
Si vestono i loro paramenti e vanno in Tv, nei giornali e chissà dove a riportare IL VERBO, la verità.
 
Così sento qualcuno che dice una stronzata immane sull'alimentazione e mentre storco il naso e la faccia mi si aggrotta, chiedo "Ma questo chi lo dice?". La risposta è, perentoriamente, "Lo ha detto un professore alla Tv, un esperto!"
Ma esperto di che? Ma professore di cosa?
Coloro che hanno fermato il progresso, messo le menti brillanti in ridicolo o in carcere, erano (al loro tempo) gli ESPERTI e i PROFESSORI. Cioè il fatto di essere in una posizione di dominanza non garantisce la valididtà dei ragionamenti.
Fin troppo spesso i PROFESSORI o gli ESPERTI sono solo rappresentanti dello status quo ovvero di come quel sistema cerca di rimanere in equilibrio. 
 
Se io fossi il più importante oncologo (medico che cura in cancro) del pianeta e da questo ne derivassero fama, soldi e auto-compiamento, MAI e poi MAI permetterei che qualcuno mi scalzasse da quella posizione. Chi se ne frega se ho ragione o se qualcun altro può sviluppare delle verità più vere delle mie.
Così i genitori non fanno più i genitori perchè ascoltano gli esperti. In Tv le parole degli esperti si sprecano.
Ve ne sono alcuni che sono tuttologi. Sanno tutto di tutto e sono esperti di tutto.
Li chiamano gli opinionisti. Il loro maggior pregio è di essere bravi a far caciara e inveire contro il malcapitato di turno. Almeno gli ascolti si impennano.
Diffidate degli "esperti". Vi è dietro un sistema molto malato.
 
Ascoltate tutti e fatevi la vostra idea. Ma alla pari. Gli esperti non hanno niente, ma proprio niente di più di voi.
E non si dovrebbe MAI delegare la propria capacità di giudizio alle decisioni di questi mentecatti.
Per aspera ad astra!

lunedì 24 gennaio 2011

Ruby, Berlusconi e quello che ci sta capitando sotto il naso.

Chiariamo subito che questo non è un articolo di politica.
Se dovessimo parlare di politica, sarebbe inutile citare questa vicenda per la quale non useremo aggettivi di sorta.
 
Da una parte vi è una grande fetta del paese che, nonostante tutto, continua a dividersi sul pro e sul contro.
Parlo di persone schierate a destra e persone schierate a sinistra.

Posso solo dire, a questo proposito, che discutere di destra e sinistra nel 2010 in Italia mi ricorda un pò l'immagine del soldato giapponese disperso in un isola nel pacifico che continua la sua guerra contro lo yankee imperialista 10 anni dopo che la 2a guerra mondiale è finita mentre i suoi colleghi della Sony e della Toyota (giusto per fare un paio di nomi di aziende giapponesi). Mi suscita un pizzico di tenerezza vedere i partigiani del paladino delle libertà (ma quali?) di Arcore contro i sostenitori delle idee di sinistra. Il tutto semplicemente anacronistico.
Perchè nel frattempo l'Italia e, ancor più, il mondo stanno affogando in un mare che moltissime persone non vedono o fanno finta di non vedere.
Non è una questione banale di crisi economica. La crisi economica è solo un sintomo di una malattia più profonda. E' come la febbre nel corpo di un malato di sindrome influenzale.
La causa è dentro, è virale, è un organismo ben preciso.
 
La febbre è solo un tentativo del corpo di proteggersi.
La crisi economica può ucciderci, come la febbre, ma è quello che la causa il vero problema.
E gli altri sintomi?
Strumenti di informazione che DISINFORMANO gli individui in un modo che ormai è spudorato. E la gente lo sa, ma nonostante tutto continua a vivere come se così non fosse.
Istituzioni che sono diventati come i baroni del medioevo. Rapinano quanto possono senza dare mai uno scambio in termini di utilità pubblica.
Imprenditori e banche che giocano con la vita di milioni di persone.
Sistemi economici che tramutano coloro che una volta producevano in semplici consumatori. Come se uno stato potesse vivere solo di consumo e non di produzione. Ah, ma mica ci vuole una laurea in economia per capirlo......

Viviamo in una società dove la tempesta informativa ha distrutto la capacità di comprendere del cittadino medio.
Ufficialmente, qui, in questo luogo e in questo momento, invento una nuova teoria. La teoria del "DDoS attack" culturale. Cos'è un DDoS attack? La sigla sta per "attacco attravero il rifiuto della distribuzione del servizio" ed è una tecnica per sfornare un attacco informatico ad un sito internet. Ciò avviene tramite un bombardamento di richieste di servizio nei confronti di un sito, il quale, sovraccarico, diventa non funzionante per chi veramente ne ha bisogno.
I drittoni che comandano questo pianeta (non lasciatevi ingannare dalle teorie complottistiche e fanta-politiche: costoro esistono veramente) lo hanno capito da tempo che il miglior modo per tenere le persone nell'ignoranza, è bombardarle di informazioni. Non necessariamente scorrette o completamente scorrette.
Peggio di una bugia, di una colossale menzogna vi è sempre la mezza verità o la verità distorta. Spesso indistinguibile ad una prima analisi dalla verità e per questo più facile da diffondere e più difficile da sradicare.

Così mentre noi discutiamo delle vere o presunte gesta erotiche del nostro primo ministro e delle sue vicissitudini legali, l'Italia è, dopo Haiti, il paese che al mondo è cresciuto meno economicamente. Non che questo sia l'unico pessimo indicatore di questo nostro amato paese.
Le altre cose sono sotto gli occhi di tutti. Cosa deve succedere perchè apriamo gli occhi?
Le rivolte dei cittadini onesti cominciano a diventare violente. Sono sporadiche ma cominciano ad esserci. Per ora ci accontentiamo dei commenti di Emilio Fede su quanto criminali e terroristi siano questi studenti nullafacenti che distruggono macchine e vetrine.
Come se una protesta civile possa essere ridotta alle gesta di poche decine di deficienti e teppisti per i quali qualunque caos è manna che cade dal cielo per le loro gesta da hooligans.
Ma dei motivi che hanno portato decine di migliaia di persone (un pò più vive di noi che stiamo ore al computer a dissertare di tutto senza avere il coraggio di tramutare le nostre proteste e disaccordi in azioni) chi ne parla.
Ma la pazienza quanto può durare?
Per aspera ad astra!

venerdì 14 gennaio 2011

Gestione dei rifiuti: gli inceneritori o termovalorizzatori

Con un pizzico di velata tristezza, constato che intorno a noi le parole vengono versate a fiumi come se solo un torrente impetuoso di  vocali e consonanti intrecciate da sillabiani legami potesse, da solo, rappresentare una qualche forma di conoscenza o informazione.
Si parla di tutto e di più (sarà l'influsso della vecchia Mamma Rai che con lo slogan di tutto, di più ci ha riempito le tasche qualche anno addietro?) ma proprio perchè nel bidone ci finisce di tutto, ogni argomento e informazione è banalizzata e ridotta a puro pattume.

In un certo senso, mi da noia il perbenismo e la finta modestia eretta a sistema.
Io non sono uno stupido e ho un'alta concezione della mia conoscenza, cultura e capacità di utilizzare le informazioni che raccolgo.
Eppure, nonostante in passato mia sia anche interessato professionalmente al campo dei rifiuti, della gestione degli stessi e della salvaguardia dell'ambiente, non conoscevo bene le soluzioni alternative odierne allo smalimento dei rifiuti.

In queste ultime settimane, nei Tg nazionali, sono comparse a più riprese immmagini che ci hanno parlato dei grandi problemi che lo smaltimento dei rifiuti sta causando in alcune delle nostre città, Napoli in primo luogo. Non nascondiamoci dietro ad un dito, quei problemi non sono circoscritti in una città sfortunata o mal gestita. Oggi è Napoli, domani potrebbe essere la nostra città, perchè il problema è generale.

Da molte parti, soprattutto i voltio noti della divulgazione scientifica, della (finta) ricerca scientifica propongono i termovalorizzatori come soluzione. Di questo quasi ognuno di noi ha sentito parlare. Così come delle polemiche di chi, chiama i termovalorizzatori (che parola dolce e ambientalmente gustosa) con il loro nome e cioè inceneritori. Persone che, oltre il cambio del nome, ci illustrano come queste presunte soluzioni non abbiamo, di contrappeso, delle problematiche verso la nostra salute talmente alte da sconsigliarne l'utilizzo.

E qui ammetto la mia ignoranza.
Il fronte dei no agli inceneritori era da me conosciuto. Si dibatte se i fumi e le ceneri residuo di questi impianti siano o meno la causa di questo incredibile aumento dell'incidenza dei tumori in molte zone del paese.
C'è chi dice no (Veronesi afferma in TV che gli inceneritori hanno impatto ZERO sulla salute umana) e chi dice di si (gente come Beppe Gruillo o il professor Montanari).
Persone come me, che pensano in modo estremamente pratico, non vedono di buon occhio chi semplicemente "NO! Questo non si fa!" ma poi non hanno soluzioni valide.
Diciamoci la verità, tutti possiamo essere d'accordo con il fatto che bruciare i rifiuti non vada bene ma tutti dobbiamo ammettere che qualcosa va pure fatto. I rifiuti non spariscono da soli, giusto?

Così, alla fine, sono andato alla ricerca di qualche metodo per lo smaltimento dei rifiuti e, incredibilmente, ho scoperto quanto grande sia la mia ignoranza. O, meglio, ho scoperto che non si finisce mai di imparare.
Esiste una metodologia chiamata TMB ovvero Trattamento Meccanico Biologico a freddo.
Potete vederne un filmato esplicativo QUI.
Il punto è che non si capisce perchè i Tg debbano parlare per ore del problema dei riufiti senza passare, dalla percezione di ciò che non va, alla soluzione. O all'elenco e presentazione delle possibili soluzioni.
Certo, molti mi diranno che ci sono i programmi di approfondimento a espletare questo compito.
Certo. Forse hanno ragione.
Ma se il risultato è che la stragrande maggioranza degli italiani non conosce i metodi per lo smaltimento dei rifiuti da un punto di vista pratico e scientifico, a che serve vedere quelle immagini di comuli di spazzatura maleodorante sparse per le vie di una città?
A che serve?
E perchè Veronesi va da Fazio e da altre parti a parlare di inceneritori a impazzo zero e non accenna ad una parola rispetto al TMB?
Beh, forse è una bufala, forse è qualcosa che non funziona. Forse, per qualcuno, non ne vale neanche la pena parlarne.
E perchè allora parlare degli inceneritori?

C'è qualcosa che non torna e non occorre essere Sherlock Holmes per capirlo.
Stay Tuned, rimanete su queste frequenze.
Per aspera ad astra!